La Certosa di Firenze, Monastero del XIV secolo

Monastero “Certosa di Firenze”, eretto nel XIV secolo, è situato sulla sommità di Monte Acuto, detto anche “Monte Santo”, un colle situato nelle vicinanze della località Galluzzo, paese oggi inglobato nell’area metropolitana di Firenze.

Il complesso monastico fu voluto da Niccolò Acciaioli (1310-1365), personaggio di spicco dell’ambiente politico ed economico trecentesco fiorentino. Appartenente ad una delle famiglie di banchieri più ricche di Firenze, raggiunse l’apice del potere nel Regno di Napoli, presso la corte angioina. Qui fu nominato Gran Siniscalco del Regno e Viceré di Puglia, e controllò gli affari e la politica dello stato per lungo tempo.

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La Certosa, storia

Il 13 febbraio dei 1341 i monaci Certosini presero possesso dei beni che consistevano in un podere con: case, colombaia, forno, corte, pozzo, vigna e terra lavorativa. Fu questo il primo nucleo del Monastero di Montacuto, località che dopo la venuta dei Certosini venne chiamata anche Monte Santo.

Monastero Certosa di Firenze - Monastery of Florence

Il nucleo fu immediatamente ampliato grazie alle rendite dei beni di Niccolò Acciaioli e ad altre donazioni provenienti dai dintorni di Firenze, diventando una vera roccaforte.

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Non si conosce con esattezza l’architetto che progettò la Certosa, molto probabilmente vi collaborò in parte Jacopo Talenti.

Il luogo fu scelto perché dominava le vallate circostanti, soprattutto perché aveva visibilità sulla valle di Firenze e ai piedi della collina scorrevano due torrenti, la Greve e l’Ema, entrambi affluenti dell’Arno, che garantivano anche un isolamento (necessario alle regole di vita dell’Ordine certosino). La costruzione, arroccata nel punto più alto della collina, sarebbe risultata facilmente difendibile dalle incursioni di eserciti in guerra con Firenze.

Monastero Certosa di Firenze - Monastery of Florence
Incisione del XVIII secolo

La superficie limitata a disposizione, costrinse la comunità a costruire la chiesa e i locali limitrofi sulla roccia del colle, mentre la maggior parte degli edifici della certosa furono realizzati grazie all’edificazione di massicci e imponenti muri di contenimento e bastioni, che circondano tutto il complesso. In questo modo, si creò una dislocazione dei vari locali su più livelli, arroccando la fortificazione. Grazie alla conformazione geologica del colle, il materiale necessario all’edificazione fu cavato direttamente in loco.

La Certosa è composta da vari edifici: chiesa, sala capitolare, sagrestia, reflettorio, chiostro minore (dei fratelli conversi) e chiostro maggiore (dei monaci), officine, abitazioni (celle) per i monaci e per i conversi. Originariamente era progettata per accogliere al massimo 18 monaci di clausura e 5 fratelli conversi.

Monastero Certosa di Firenze - Monastery of Florence

I monaci di clausura disponevano di una cella piuttosto grande, poiché vi dovevano trascorrere la quasi totalità della loro esistenza, in meditazione. Essi potevano uscire dalla cella solo in occasioni particolari, come ad esempio la domenica, per il pranzo, per la preghiera e per l’unica ora di colloquio settimanale. Tutti gli altri giorni, i monaci eremiti restavano nella loro cella, che era composta da due piani ed una cantina con un piccolo orto esterno (anch’esso personale) in cui potevano lavorare la terra.

Il Chiostro maggiore dei Monaci

Il chiostro originario era stato creato per ospitare dodici celle (definite dall’ordine dei Certosini), quindi sicuramente più piccolo di quello che vediamo oggi. Inoltre, anche le celle del lato settentrionale del colle, dalla parte del bosco, erano corredate di orto come le altre, rispettando così i rigidi ordinamenti della regola certosina. Il chiostro era quindi più stretto dell’attuale e lasciava libera una lunga striscia di terreno, in cui nel tempo fu costruito il palazzo dell’Acciaioli.

Monastero Certosa di Firenze - Monastery of Florence

L’arrivo dei Monaci Cistercensi

Dopo sei secoli di vita certosina, nel 1958 la gestione della Certosa di Firenze fu messa nelle mani dei monaci Benedettini Cistercensi, i quali, pur con diverse finalità e diverso stile di vita, mantengono tutt’oggi intatto il luogo di culto proprio come all’epoca dei Certosini.

I Cistercensi, per loro natura, sono maggiormente aperti al contesto esterno cittadino, ed offrono un più ampio dialogo e scambio con le comunità limitrofe. La Certosa infatti può essere visitata da chiunque lo voglia fare (nei limiti degli spazi pubblici) ed è possibile presenziare la SS. Messa della domenica.

Monastero Certosa di Firenze - Monastery of Florence

Questa comunità, grazie alla propria regola monastica, ha potuto rendere il monastero più accessibile al mondo esterno e agli amanti della cultura e dell’arte.

I Certosini furono allontanati dalla Certosa di Firenze per due volte, la prima dal 1810 al 1820 per la soppressione napoleonica, la seconda dal 1866 al 1872 per la soppressione da parte dei governo italiano. Nel 1957 i Certosini abbandonarono definitivamente la Certosa per esigenze dell’Ordine e nel 1958 lo Stato affidò il complesso demaniale ai monaci Cistercensi della Congregazione di Casamari, che tuttora lo custodiscono.

Monastero Certosa di Firenze - Monastery of Florence

Quante sono le Certose nel mondo?

I complessi definiti “Certosa” presenti nel mondo sono 245. La Toscana fu tra le regioni italiane che accolse subito con interesse la costruzione di queste oasi di silenzio, pace, preghiera e arte.

Le Certose toscane sono sei, tutte erette nel XIV secolo. La prima di ordine cronologico fu la Certosa di Maggiano, presso Siena, fondata nel 1314. La seconda, la Certosa di Farneta, presso Lucca nel 1340. La terza, la Certosa di Firenze nel 1341. Nelle vicinanze di Siena ne sono presenti altre due, la Certosa di Pontignano del 1343 e la Certosa di Belriguardo del 1345. Per ultima fu costruita la Certosa di Calci, presso Pisa nel 1367.

La spiritualità Certosina

Il monachesimo certosino nacque in un periodo in cui si avvertiva, con maggiore insistenza, l’esigenza di una riforma monastica nel più ampio contesto di una riforma ecclesiastica.

L’Ordine Certosino nasce storicamente nell’estate del 1084, quando san Bruno, tenace difensore dell’integrità morale dei pastori della Chiesa, guidò un piccolo gruppo di monaci nella parte più impervia delle Alpi del Delfinato e qui fondò il primo eremo.

Monastero Certosa di Firenze - Monastery of Florence

Il primo testo, Consuetudines Cartusiæ, in cui vengono enumerate le regole dell’Ordine fu redatto da Guigo I, tra il 1121 e il 1128, su richiesta di Ugo vescovo di Grenoble. Ma, già nelle lettere di san Bruno erano contenuti i caratteri fondamentali delle regole di vita da abbracciare: reale solitudine eremitica, intensa comunione fraterna e vigilanza perseverante tesa all’incontro con il Signore.

La spiritualità Cistercense

Il movimento cistercense nacque nel 1098 con la fondazione di Cîteaux, con i principali obiettivi di: discostarsi dal mondo feudale che aveva compromesso notevolmente la vita nei monasteri e riportare alla luce le componenti fondamentali della Regola benedettina (Opus Dei, lectio Divina, labor manuum). Ciò fu possibile realizzando un proprio codice giuridico (Carta di Carità e Capitoli Generali), attraverso una reale povertà, testimoniata dal lavoro e dalla semplicità di vita in solitudine.

Il tutto fu animato da uno spirito di grande rigore, di uniformità di vita e capacità di adattamento costante alle esigenze, che le mutate condizioni di tempo richiedevano continuamente, destando nei contemporanei ammirazione e anche reazione. I cistercensi furono portatori di ideali incentrati su un ascetismo molto severo, che però fu recepito molto favorevolmente dai popoli, motivo per cui insieme alla devozione mariana portò l’Ordine ad una rapida espansione in tutta Europa.

Le esigenze fondamentali della vita monastica, delineate negli statuti dell’Ordine, si possono riassumere in pochi elementi fondamentali: povertà, uniformità di vita, solitudine, lavoro manuale, semplicità e devozione a Maria.

Tra gli innumerevoli movimenti eremitici che avranno grande fortuna ci sono: i Certosini, fondati nel 1084 in Francia, e i Camaldolesi, risalenti al 1012, fondati in Italia. I Vallombrosani nel 1039 a Firenze e con i Cistercensi nel 1098 in Francia.

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